venerdì 21 giugno 2013



Il gioco d'azzardo.

Il bel numero di commenti e una certa varia confusione mi spingono, secondo la mia mai sopita vena didattica ( professor per semper!) a tornare su alcuni punti:

1-I giochi di azzardo sono tutti uguali? No!

Li dividerei in tre categorie:

1.-Giochi lenti che scommettono contro il Caso, retti da un Banco: sono il Lotto e succedanei ( superenalotto, diecielotto ad estrazione trisettimanale ) e la roulette. GIOCARE CON GIUDIZIO.

1.2- Giochi come sopra, quando diventano velocissimi e non ti consentono di stuidiare l'andamento delle estrazioni: esempio, il diecielotto ogni cinque minuti.EVITARE!

2.- Giochi che non hanno niente a che fare col Caso, perché è il Banco che li può manovrare a piacimento.

Sono i gattaevinci e le slotmachines. EVITARE ASSOLUTAMENTE!!

3. Giochi che sono anche di abilità, come i giochi di carte. SE PIACCIONO, GIOCARE CON GIUDIZIO.
In questi giochi il Caso interviene abbastanza poco e dunque sono, come i giochi 2, fuori del mio seminato.

GIOCARE CON GIUDIZIO significa giocare poco ma sempre senza mai sperare di vincere e dunque non dando al gioco nessun significato vitale. Giocare sempre perché si vince anche, giocare poco perché giocare molto non avvicina significatamente la vincita.

Il bingo è una astuta formula di intrattenimento e le scommesse a vanvera sono significative solo se fatta tra amici o alle corse dei cavalli. Qui il Caso opera secondo regole troppo complesse e la soddisfazione è di altro tipo. Non mi interessano.


Dice. ma te vinci? Sì, e come ve lo spigherò con l'uscita del mio Manuale...dopo le ferie!


mercoledì 12 giugno 2013



Eterogenesi dei fini.

Questa storia dell'eterogenesi dei fini m'ha sempre fatto ridere. Mi pare che, non sapendo più che dire, venga tirata fuori come una pistola e , pum,pum!  Eterogesi dei fini.
Insomma , alla fine è la descrizione di una coglionata dove, volendo finire in un posto, si càpita in un posto del tutto diverso e inaspettato. 
Ne parlo perché è successo a me col libro  Universo fatale, Universo casuale 
La racconto perché fa ridere.
Io mi ero messo a scrivere un manuale per vincere al Lotto!
  Era il 1970, perché i fenomeni casuali mi incuriosivano e le estrazioni del Lotto sono fenomeni casuali ben archiviati. Ma anche per vedere di vincere un po' di soldi.
Così mi misi a " simulare" le giocate; gioca che ti gioca mi resi conto che col Lotto ci si rimetteva e basta.
Smisi, sistemai appunti e risultati in un cassetto e non ci pensai più fino agli anni 90 quando inventarono il Superenalotto. Cambiò tutto. Se con 2 euro ne puoi vincere 32 milioni, conviene studiarli questi cavoli di eventi casuali!
E anche pubblicare un manuale, con una parte teorica sul Caso e una parte pratica sul Quattrino. 

Però le due parti divergevano sempre di più finché diventarono due libri, che avevano ben poco a che fare uno con l'altro.
Di Universo fatale Universo casuale sono soddisfatto. E' un libro confuso, velleitario, troppo denso; andrebbe sciolto in acqua e può darsi che lo faccia. Però contiene tre o quattro connessioni e intuizioni davvero importanti.

Il Manuale di giochi lo pubblicherò a fine settembre. Si chiamerà Come mettere gli occhiali alla Fortuna. Intanto studio e gioco...e vinco  ( cifre modeste per ora, ma finirò per azzeccare una buona vincita )
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nel frattempo: Johann Sebastian Bach Cantatas I ( youTube )

martedì 4 giugno 2013


Ebbene sì!
Sono un autore...

Ho scritto e pubblicato " Universo fatale Universo casuale"



e questa è la copertina ma la trovate più grande QUI, cercando il titolo. Potete anche battere su Google " Universo fatale Pasquini" e ...zac ! Compare il libro di Paolo Pasquini ecc.ecc. in ilmiolibro.it. Costo euro 9. e recensione di Anto. Grazie Antonella!

Chi ha letto " Il Pendolo di Focault" di Eco? Il maligno Umberto parla della Editrice Manunzio, in cui gli aspiranti autori potevano pubblicare le loro opere...pagando. 
Il proprietario Manunzio si scusava che "un'opera di questa portata...un tappa fondamentale nella saggistica italiana di questo e dell'altro secolo..." non potesse essere pubblicata autonomamente dalla Editrice Manunzio  per motivi di insuperabili difficoltà economiche, ma..... ma pagando non c'erano problemi.

Ebbene sì, ho pagato. Cinque copie al costo risibile di 44 euro. Però, con questa modestissima elargizione, il libro è diventato visibile e acquistabile in rete e credo anche in libreria Feltrinelli ( eh? boh! ) al modesto prezzo di 12 euro che diventano 9 ordinandolo in ilmiolibro.it.

Allora, viva la Manunzio-Feltrinelli!

E' anche un libro importante ? Non lo so. Leggibile? Non lo so. Ma di sicuro consolatorio.
L'ho scritto perché i meccanismi del Caso mi hanno sempre incuriosito e , nel raccontarli, ho finito per riversarci dentro le cose in cui credo. Che sono, per l'appunto, per me vere e fortunatamente consolanti.

QUI ne ho riportato alcune parti significative, l'Indice e la bibliografia.

Buona lettura ! ( volendo...)

UNIVERSO FATALE UNIVERSO CASUALE

INDICE

Introduzione.

CAP.1-Il caso e i suoi significati.
Cap.2-Il Caso in matematica.
Cap.3-Le leggi del Caso.
Cap.4-Il Caso e l'Universo.
Cap.5-La visione deterministica dell'Universo.
Cap.6-La visione olistica dell'Universo.
Cap.7-Il Fato e il Caso.
Cap.8-Talismani, amuleti e portafortuna.
Cap.9-Il senso dell'Universo.
Cap.10-Il problema del dolore nell'Universo.
Appendice-Dove si nasconde l'anima immortale dell'uomo.
Conclusioni.

Bibliografia minima.
AA.VV. ( 1994).Il caso e la libertà. Sagittari Laterza.
Roger Penrose. ( 1994). Ombre della mente. Rizzoli.
Roger Penrose. ( 1997). La mente nuova dell'Imperatore. Biblioteca scientifica Sansoni.
Roger Penrose. ( 1998 ). Il grande, il piccolo e la mente umana. Cortina Raffaello.
Robert Laughlin.( 2005) Un Universo diverso. Codice Edizioni.
Lao-Tzu. ( 1995) Il libro del Tao. Newton Saggi.
Humberto Maturana-Francisco Varela. (1985) Autopoiesi e cognizione. Marsilio.
Raimond Panikkar. ( 2006 )Il silenzio del Buddha. Oscar Mondadori.
Vito Mancuso. ( 2012 ) Obbedienza e libertà. . Fazi Editore
Vito Mancuso. ( 2007 )L'anima e il suo destino. Cortina Editore.
Fritjof Capra. (1984). Il punto di svolta. Feltrinelli Saggi.
Fritjof Capra. ( 1989 ). Il Tao della fisica. Adelphi.
Carl G. Jung. ( 1992 ). Risposta a Giobbe. Bollati Beringhieri.
Alan W. Watts. ( 1960 ). La via dello zen. Feltrinelli.
Alan W. Watts. ( 2004 ). Natura uomo donna. Feltrinelli.
Andrea Tagliapietra. ( 2003 ). La lotteria di Babele. Appunti filosofici su caso e fortuna nella società della comunicazione. Da XAOS Giornale di confine -Luglio-Ottobre 2003.
Jacques Monod. ( 1970 ). Il caso e la necessità. Mondadori.
Richard Dawkins. ( 2006 ). L'orologiaio cieco. Mondadori.
“Il libro delle 399 Meditazioni Zen”, Oscar Mondadori)




Paolo Pasquini ( 1937 ), toscano, si diploma al Liceo classico Galileo Galilei di Firenze nel 1956 e si laurea a Bologna in Ingegneria civile nel 1965. Professore e libero professionista dal 1965 ha cessato l'attività nel 2010.
Vive a Vicchio nel Mugello.
paolopa56@hotmail.com








mercoledì 29 maggio 2013



Vecchiezza è..........

Mi fanno ridere quelli che mi dicono che non sono poi mica così vecchio a settantacinque anni quasi settantasei via ci sono molti più vecchi...guarda Berlusconi, Napolitano....
Invece a settantacinque quasi settantasei sei vecchio.

Guardi indietro e trovi amici morti. Una schiera, una teoria, una processione: morti.
Ti guardi accanto e non trovi più la tua vecchia ragazza che ti portavi per mano.
Guardi avanti e sai.
Ho trovato una buona definizione di vecchio:

Chi ha cinque anni di speranza di vita e lo sa.

Sì, questa mi pare buona. Però è bello esserlo senza smanie o terrori, placidamente.
Questa placida vecchiaia senza rimpianti e senza rimorsi è un bel premio in attesa di verificare il futuro, perché non è poi certo che finisca tutto " con l'ultimo scurreggino"
come diciamo noi maremmani vecchi.

Ci possiamo fare anche due risate con un Vecchiezza è......

-Vecchiezza è:
tornare in banca a rinnovare la carta di credito e scoprire di averla rinnovata il giorno prima.
-Vecchiezza è:
 dimenticare le chiavi di casa e pisciarsi addosso.
-Vecchiezza è :
non raccogliere cosa cade: troppo faticoso.
-Vecchiezza è:
trovare come tutto si sia fatto pesante, robusto, ostile.
-Vecchiezza è:
 non riuscire ad aprire il pacchetto di crackers.
-Vecchiezza è:
andare a vedere quattro volte su Google come si scrive crackers.

Ed ecco  gli immortali versi dell'inno alla Festa delle delle Matricole ( in latino, con traduzione )

Gaudeamur igitur
iuvenes dum suuuumus!
Post iucunda iuventute
in molesta senectute...

Godiamo sempre
finché siamo giovani
Chi non gode nel tempo giocondo
Quando è vecchio lo piglia nel c........

Terminerò con una mia poesia semiseria:



Viene la Morte da me ogni mattina
giusto per fare insieme colazione.
Ha gli occhi grigi pieni di attenzione
mentre gira il caffè nella tazzina.

Bella donna la Morte, la miseria!
niente ossa o ciarpame, veste bene
e non fosse pel cipiglio che si tiene
la diresti una femmina in carriera.

Mi guarda fisso e invariabilmente
prima di prendersi di gusto il caffè nero
mi fa : ti piglio di sicuro, cavaliero.
Gira le spalle e se ne va silente.

O sora Morte, non ti sprecare tanto
me lo sono segnato il memorare.
Lo so che nullo omo po’ scappare
Come dice Francesco tanto santo.

Pero’ una promessa vera te la faccio
Visto che rompi il cazzo ogni mattina:
Mi trovo una bimba amorevole e carina
E insieme ti freghiamo lo sghignazzo.

( eh? niente male! )



mercoledì 22 maggio 2013



Credo in Dio Madre

Onnipotente, Creatrice e Signora del Cielo e della Terra.

La vecchiezza mi porta a svegliarmi di notte. 
Alle tre, seduto sull'orlo del letto mi vesto del poncho di lana di alpaca.
Buffo, no? E' l'ora dei pensieri più originali. 
Stanotte m'è venuto in mente come sarebbe più credibile la fede in una Madre creatrice piuttosto che nel Padre creatore della Bibbia.
Dio Padre della Bibbia è una figura infantile di padre padrone, propria delle società maschiliste e pastorali. Gli Ebrei erano allevatori e la potestà dell'uomo e la  spasmodica difesa della sua progenie aveva a che fare, più che con a difesa dei geni, con quella delle pecore.

Il Dio della Bibbia, con ogni rispetto, non è il mio. Non l'ho mai potuto accettare.
Capisco che sia possibile per gli Ebrei: loro lo hanno inventato e definito. Rappresenta la più importante creazione culturale del popolo ebraico.
Una visione formidabile ma che mi è totalmente estranea. Del resto, che c'è di strano? Ebrei si nasce e non si diventa, non ci si " converte" all'Ebraismo.

Al posto del Dio geloso, collerico e incomprensibile della Bibbia mi tengo la mia Madre Creatrice in cui credo davvero: Origine dell'esistente,  crea e distrugge in un gioco infinito che è tutto nelle Sue mani.


Io credo in Dio, Madre onnipotente,
creatrice del cielo e della terra;
tutto viene da Lei 
e a Lei tutto ritorna.
Inconoscibile, imperscrutabile, libera
adorabile nella Natura
sussurrante nel cuore dell'Uomo.
Così quieta, così sola
permane unica e immutabile.

In grembo a questa Madre mi riaddormento.

P.S. trovata da "nellabrezza " Magnifica!



giovedì 16 maggio 2013


Addio alle armi.

Dopo, quanti?, cinquantasette anni di fervente e gratuito impegno politico, ho deciso di smettere e ritirarmi.
Autorottamazione.

Naturalmente continuerò a votare moderatamente  a sinistra; ancora per il PD se a Ottobre lo ritroverò intero.
Però la politica di facciata, strillata nei talk show e così smoderatamente ipocrita , m'ha stancato.
Ho poco tempo da vivere e vorrei fare due o tre cose.
Intanto ho cominciato a stampare il mio primo libro: 20 copie!

Ma se amici e parenti mi diranno che non è un cumulo di scemenze, lo editerò davvero.
Si chiama " Universo fatale, Universo casuale" e parla di Universo, del Caso, del Fato e altre quisquilie.
Mi sono molto divertito a scriverlo e ci ho messo tre anni. Quando lo rileggo penso sempre: eh cavolo, come scrive bene questo...

mercoledì 8 maggio 2013

Andreotti divo Giulio



Giulio Andreotti

 Devo dire che mi ha fatto un poco ridere sentire Mentana e Ferrara vantarsi come " contemporanei" di Giulio Andreotti. I due pargoli ( 1955 e 1952 ) avevano appena imparato a non pisciare a letto  che Andreotti era nato, laureato, fondatore della DC, partecipe alla stesura della Costituzione Italiana, conosciuto Papi regnanti e Papi futuri, riorganizzato sport e industria cinematografica romana ( Cinecittà ) distrutti dalla guerra, fatto il Ministro e organizzata una corrente romana di destra ( con propaggini siciliane ) per dare una mano ai dorotei contro Amintore Fanfani.

Ho visto il film ( il Divo ) che è una splendida opera cinematografica che col vero Andreotti non ha niente a che fare. E' per l'appunto una costruzione mentale a servizio e beneficio di Ferrara e Mentana e dei giovani di quella e delle successive generazioni. Una invenzione tra i romanzesco e lo scoop giornalistico, intorno ad una figura di indiscutibile ma spesso dannoso spessore.

Io invece sono un contemporaneo di Andreotti. E' vero che quando io diciottenne mi iscrissi alla DC ( " Sinistra di Base: a Firenze il giornale era " Politica", il leader Nicola Pistelli, gli ispiratori La Pira e Dossetti ) nel 1956 Andreotti era stato più volte ministro. Ce lo trovammo, lui e la banda dei romani, schierato con una destra clericale pronto ad aiutare Rumor, Forlani, Gava & company contro Fanfani. Che fu alla fine fatto secco.
Nella DC contava poco e io ho saputo tardissimo dell'esistenza di una tale chiamato Paolo Cirino Pomicino (più giovane di me; quando nel 1976 lo vidi all'opera dentro la DC ne dedussi la fine del partito o forse la mia fuga ) napoletano, chiacchierone, imputato in 42 ( !) processi e anche avanzo di galera ( fonte: Wikipedia )
Lo trovate ora a concionare come nuovo in tutti i talksciò.

Noi della sinistra perdemmo la partita quando i dorotei e i falsi socialisti di Craxi presero il sopravvento e col CAF si papparono l'Italia. Nell'acronimo A sta per Andreotti. 
Ricordate? Gli anni Ottanta quando gli evasori fiscali compravano coi soldi evasi i BOT  col rendimento del 15%. Che allegria! L'Italia da bere! Fu lì che se la bevvero.

Pensate che ci fu il momento storico in cui la storia d'Italia poteva prendere tutta un'altra direzione. Fu proprio il 1956 con la rivoluzione ungherese. Sperammo che  i compagni comunisti di smetterla di abbaiare alla luna, che finissero di ispirarsi all'Unione Sovietica di Kruscev e provassero con noi a cambiare il Paese. Allora doveva nascere l'Ulivo e i Partito Democratico.
Non funzionò. Vinse, diciamo così, il "centralismo democratico"...