martedì 17 aprile 2018

R.Molinelli: "Nino Rota Suite" (La strada, Il Padrino, Amarcord, I Clown...

Campa cavallo...



...che l'erba cresce...

 Guardatevi il posto precedente: Franco Cardini, grande intellettuale italiano.
Mi ha risposto:

Forse sarei meno pessimista di Lei. In Italia, il regime fascista avviò lo stato sociale e impostò almeno teoricamente (ma non solo) un buon diritto del lavoro; e la sinistra DC proseguì su quella strada (Fanfani e Moro erano stati giovani studiosi corporativisti). Era un interessante tentativo di dare un senso al pateracchio unitario risorgimentale e mettersi in linea con fordismo e keynesianesimo alla luce della dottrina sociale della Chiesa. Non mi sembra poco: e non mi sembra sufficientemente messo in luce. FC



Beato lui. Invece a me pare che il risultato delle elezioni dia per morto il bel sogno di Walter Veltroni al Lingotto: un Partito moderno, chiaro, riformista e maggioritario nel Paese, chiamato Partito Democratico.
 Bene, un Partito così sarà maggioritario in questo Paese tra molto molto tempo. E i democratici italiani dovranno sgobbare per alzare pian piano cultura politica e consapevolezza di tutti. Un vasto programma.
Auguri gente mia, io mi ritiro in musica e poesia e poi vò via...

*****************************************************************************


lunedì 5 marzo 2018

Aaaah, la fine di un incubo!




Un deciso passo indietro, torniamo alla normalità.

Concludo i miei interventi elettorali ricopiando una lettera che ho mandato a Franco Cardini.
Se non sapete chi è lo trovate QUI


Caro Professore,

leggo spesso con grandissimo piacere le sue Cardinalia e anche i suoi libri, illuminante quello sull'Islam. E invidio il suo magnifico italiano. Lei è un fc40 e io un paolosenior37, anche se l'indirizzo postale porta un 27. Ne abbiamo viste di cose, io solo come buon diplomato al Galileo e poi cinquant'anni di onorevole professione da ingegnere sempre in centro di Firenze ( ci siamo anche incrociati un paio di volte ) e un po' di politica, sinistra DC, un tempo.
Ora con tessera PD, anche fondatore. Dunque il risultato elettorale: ma non si tratta di un ritorno, dopo una breve pausa di quattro anni, all'Italietta di sempre? Quella che un furbo piemontese si inventò svelto svelto e la regalò al suo Re, anche a costo di sparare all'Eroe. Quella che appena inventata cominciò a sfruttare il Regno delle due Sicilie chiamando briganti i partigiani e fucilandone a centinaia, anche donne, alla bisogna. Quella che si bevve entusiasta il mito fascista venerando un romagnolo di nome Benito portato all'interpretazione istrionica, per risvegliarsi distrutta. Quella che accettò di buon grado quasi quarant'anni di governo della Democrazia Cristiana, una nave rinfusiera che come polena esponeva Dossetti e La Pira e a poppa alloggiava Tambroni e Selva. Quella che consentì il socialismo craxiano e se ne liberò al suono delle monetine per affidarsi per quattro legislature ( con qualche tribolato intervallo ) a un brianzolo pieno di quattrini e gran puttaniere.
Via, questa è l'Italia, il nostro Bel Paese. Ma perché fare le persone serie come quei musoni di francesi o quei montati di spagnoli, per non parlare degli insopportabili tedeschi ? Ma che gli è saltato in mente, a quel bischero del Renzi?
Lei dice che tempi duri aspettano gli italiani; sì, ma ce la caveremo e bene, perché questo è il Paese del sole, del mare e della dieta mediterranea, sempre vendibile allo straniero.
In quanto a me ora ( vivo solo ) mi faccio in padella e al burro un ossobuco che mi portano da Vicchio e credo proprio che assaggerò quel Montepulciano vecchiotto. Certo, quando vado a Parigi i francesi mi sfottono, ma pazienza.

Si conservi Professore e grazie

Paolo Pasquini

*******************************************************************

E a voi tutti, comunque abbiate votato cari lettori, buona fortuna!


lunedì 26 febbraio 2018

Le più rischiose

https://programma2018.partitodemocratico.it/nessuna-promessa-programma-credibile/?gclid=CjwKCAiA_c7UBRAjEiwApCZi8Ytbo7io8smDF0N3z-F92FgJ3WPqGlM5R--uMQB2-RuxIRIwmqxyixoCr1AQAvD_BwE


Paura, paura.

Sono molto spaventato. Non me per, sono troppo vecchio. ma per figli, nipoti e amici sì, sono molto spaventato. Queste elezioni sono le più rischiose nella storia della Repubblica, perché:
 -il Mondo peggiora, tra guerre dimenticate, imbecilli o fanatici al potere, ambiente depredrato.
-non abbiamo Europa, ce la dobbiamo ancora inventare.
-si affaccia in Italia il ghigno fascista, non quello con gli occhi tondi della Meloni ma quello che spara agli avversari. Il razzismo di convenienza della Lega gli dà spago.
-Berlusconi è una vecchia mummia che blocca l'evoluzione di una Destra decente in Italia.
-la Sinistra vecchia, rancorosa e velleitaria toglie voti a quella riformista del Partito Democratico. 
-il modernissimo qualunquismo del Movimento 5Stelle, che promette tutto a tutti, gioca bene dopo 4 anni di Governo meritevole ma sempre criticabile ( si può sempre fare di più, a discorsi ).

Vedete un po'.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Vi allego, sopra la nave in traversia,  il  link  del programma del Partito Democratico. Le cose fatte e elencate sono vere. Anche quelle da fare. Leggetelo e fate come vi pare meglio.



sabato 6 gennaio 2018

La testa nel sacchetto




Non capivo perché improvvisamente l’aumento di 1 o 2 centesimi di quei sacchetti biodegradabili che paghiamo 5 centesimi e riadoperiamo per la spazzatura fosse diventato un problema nazionale. Su giornali e social toni allarmatissimi  quasi che il destino economico delle famiglie italiane dipendesse dall’aumento. Poi ho capito: era un attacco del MoVimento 5S al Governo PD e a Matteo Renzi. Sulla decisione del Governo Gentiloni di obbedire ad una disposizione europea che determinava l’aumento era stata lanciata una buffonesca campagna di interesse privato di Renzi per via di un suo cugino terzo, o forse una Signora con cui aveva collaborato che i sacchetti li fabbricano, insieme a 150 altre imprese italiane. Senza accertarsi se i 2 centesimi andavano a chi li fa o più probabilmente a chi li vende.
L’episodio, insieme ad altri, dice che c’è una Centrale Pentastellata  di calunnia, disinformazione e creazione di notizie false. Niente di spontaneo o improvvisato. La Casaleggio & Grillo, padroni ora assoluti del MoVimento , utilizzano le procedure di mistificazione in rete che hanno consentito a un imbecille come Trump di diventare Presidente degli Stati Uniti.

Ne riparlerò, per mettere in guardia gli incerti o i tentati dall’astensione.

Dice Matteo Renzi, a proposito della crisi del sacchetto:

L’ultima che sta girando molto via sms è che avrei organizzato un complotto per aiutare miei amici e cugini di terzo grado impegnati nella fabbricazione di sacchetti. Ebbene sì. Voi non immaginate quanto sia diabolica la nostra mente: prepariamo complotti tutti i giorni, anche tra San Silvestro e Capodanno.

La storia è molto semplice. Nel 2017 l’Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti. L’obiettivo sacrosanto è combattere l’inquinamento alla luce degli impegni che abbiamo firmato a Parigi e che rivendichiamo: noi a differenza di Trump non abbiamo cambiato idea.

E quanto all’accusa che il Parlamento lo avrebbe fatto per un’azienda amica del PD vorrei ricordare che in Italia ci sono circa 150 aziende che fabbricano sacchetti prodotti da materiale naturali e non da petrolio. Hanno quattromila dipendenti e circa 350 milioni di fatturato. Anziché gridare al complotto dovremmo aiutare a creare nuove aziende nel settore della Green Economy senza lasciare il futuro nelle mani dei nostri concorrenti internazionali. I posti di lavoro del domani sono in settori come questi, vanno creati e coltivati: oppure si pensa davvero che vivremo tutti di sussidi, assistenzialismo e redditi di cittadinanza?

Spero che alla fine del 2020 le aziende italiane attive nell’economia verde siano il doppio di quelle che sono oggi e facciano meglio dei concorrenti globali, specie quelli del Sud Est asiatico che in questo settore stanno investendo molto.

Noi faremo la campagna elettorale seriamente, parlando dei problemi veri e offrendo soluzioni. Per pulire l’Italia dall’ inquinamento ambientale e anche da quello delle fake news. Chi vuole inventare bugie si accomodi pure, noi non lo seguiremo. Buon complotto a tutti.



venerdì 22 dicembre 2017

Lo "scandalo" Boschi.




Il prozzimo Presidente del Consilio, sponzorizzato da tuti i capatazz itagliani e paziensa le figure di merda.

Ho letto e volentieri pubblico.

PIERO SANSONETTI

Neanche gli scandali sono più quelli di una volta! Una volta per fare uno scandalo era necessario che girassero dei quattrini. Ora si possono fare anche gratis. Ieri provavo a richiamare alla memoria gli scandali politici che ricordo, quelli grandi, che fecero scalpore, ( ......) e che per conseguenze politiche e mediatiche - per potenziale di fuoco della stampa e dei partiti politici - possono ricordare questo scandalo di banca Etruria. Mi è tornato alla mente lo  
 scandalo delle banane ( del 1960 ndr
poi mi ricordo gli anni 70, con la Lockheed, che fu uno scandalo colossale, lambì l’onorabilità di Moro, fece tremare i governi e la Dc e mandò a gambe all’aria persino il Quirinale, dove c’era l’incolpevole Giovanni Leone che fu costretto a dimnettersi. ( ....  )Non si è mai saputo bene quanto fossero grandi queste tangenti e chi le abbia intascate.  ( ... ) Un ministro finì in prigione, si chiamava Mario Tanassi ed era stato segretario del partito socialdemocratico e del partito socialista unificato. Un altro ministro, Luigi Gui, democristiano, fu assolto. Negli anni ottanta arrivò lo scandalo petroli. Lì per la prima volta tremò il Psi che controllava l’Eni.  (.... )Era una roba davvero grossa, perché erano stati fatti, pare, un gran numero di imbrogli  ( .... ) Quante tangenti? Circa 2000 miliardi di lire, una montagna incredibile di soldi. Dopodiché si arriva a Tangentopoli, frazionata in tanti scandali, il più grande dei quali fu quello Enimont ( l’azienda nata dalla fusione di Eni e Montedison) con tangenti miliardarie pagate a tutti i partiti, sia di governo sia di opposizione. 

Ecco, ora c’è lo scandalo Boschi. I plotoni di esecuzione sono molto folti e ben attrezzati. Sparano, sparano, sparano ogni giorno. Nei plotoni ci sono i rappresentanti dei partiti, ma soprattutto ci sono i giornali e le Tv. A capo di tutti i plotoni c’è il personaggio emergente della politica italiana: Marco Travaglio. Che è ubiquo. E ormai guida giornali e partiti in contemporanea.

Quel che manca in questo scandalo è solo un dettaglio: l’oggetto dello scandalo. Quello non c’è. Ci sono gli imputati, gli accusatori e la condanna. Manca l’accusa. Boschi sarebbe colpevole di conflitto di interessi, pur non avendo sicuramente incassato un solo euro bucato e non aver commesso nessunissima violazione della legge e neppure nessun atto censurabile, e non avere mai favorito ma anzi aver danneggiato suo padre.
Non ha colpe specifiche - dicono gli accusatori ma è colpevole. E’ vero che non ha favorito suo padre, ex vicepresidente della fallita banca Etruria, però - dice Travaglio, spesso sorridendo - in pratica lo ha favorito. Come? Salvando la banca? No, questo no. Salvando la sua vicepresidenza? No, questo no. Permettendogli di portar via un bottino? No, ma per carità, non è questo! E allora? Cosa ha fatto il governo Renzi- Boschi con Etruria? L’ha commissariata, sì, però lo ha fatto malvolentieri. Forse. Ecco, l’accusa è questa: malvolentieri. E poi, comunque, avrebbe potuto non farlo e in quel caso ci sarebbe stato, se non proprio un reato, sicuramente un peccato. Giusto - ribatte l’accusa - ma il fatto stesso che avrebbe potuto non farlo, e dunque compiere una scorrettezza, configura di per se la scorrettezza.

L’altra sera ho seguito per un’oretta una trasmissione televisiva della Sette, “di martedì”. Era sul caso Boschi, ma la Boschi non c’era. Non c’era neanche nessun altro che sostenesse posizioni o idee a lei vagamente favorevoli. La tesi dell’accusa era quella che abbiamo spiegato poche righe qui sopra. “Non l’ha fatto ma avrebbe potuto…”. La trasmissione era organizzata così: prima ha parlato Di Battista, quello dei 5 Stelle. Senza nessun contraddittorio, come si usa con i 5 Stelle. Solo, assiso su una bella sedia, ha potuto indisturbato svolgere il comizio e spiegare come e perché la Boschi è massimamente colpevole e il fatto che però non abbia colpe è del tutto secondario.
Poi Di Battista se ne è andato e sono arrivati tre giornalisti. Per discutere in modo più oggettivo, meno politicizzato. Volete sapere chi? Beh, Marco Travaglio e Maurizio Belpietro, cioè i direttori dei due giornali che stanno guidando la campagna contro la Boschi, e Massimo Giannini, giornalista di Repubblica che notoriamente - per ragioni anche comprensibili - tutti può sopportare nel mondo politico italiano, tranne Matteo Renzi . Ne è nata una discussione surreale fra i tre, perché ciascuno voleva dimostrare di essere più inflessibile degli altri due ( .... )
A un certo punto Travaglio se ne è andato, dicendo che doveva tornare al suo giornale, per lavorare un po’. Belpietro e Giannini hanno continuato a picchiare sulla Boschi. Poi è arrivato Bersani. Ha iniziato a picchiare anche lui. Passano cinque minuti d’orologio e ricompare Travaglio. Stupore: ma come, non se n’era andato? Floris, tutto soddisfatto, annuncia che Travaglio è arrivato al suo giornale ma non ha trovato molto da fare e dunque si è ricollegato. E allora Floris gli chiede cosa pensa del caso Boschi. Travaglio dice che è peggio di Berlusconi. poi ridanno la parola Belpietro e Giannini. Poi di nuovo a Travaglio. 
Mistero su come abbia fatto Travaglio a coprire la distanza tra il quartiere Prati e il quartiere San Giovanni, con tanta rapidità. Mistero, che si aggiunge al mistero di come possa esistere uno scandalo senza scandalo e un colpevole senza colpe.

E’ la nuova politica, che funziona così. 
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Piero Sansonetti su " Il Dubbio".  

Per finire, BUON NATALE  con Spelacchio, l'albero che i romani si sono beccati, insieme ad altre ben più pesanti miserie, votando la Pentastellata Raggi.
Un monito?



venerdì 23 giugno 2017

senza


..................

Sotto il cielo tutti
sanno che il bello è bello, 
di qui il brutto,
sanno che il bene è bene,
 di qui il male.
È così che
essere e non-essere si danno nascita fra loro, 
facile e difficile si danno compimento fra loro, 
lungo e corto si danno misura fra loro,
alto e basso si fanno dislivello fra loro,
 tono e nota si danno armonia fra loro, 
prima e dopo si fanno seguito fra loro.
Per questo il santo
permane nel mestiere del non agire e attua l'insegnamento non detto.
Le diecimila creature sorgono ed egli non le rifiuta
le fa vivere ma non le considera come sue,
 opera ma nulla si aspetta.
Compiuta l'opera egli non rimane
 e proprio perché non rimane
non gli vien tolto.

lao tzu