mercoledì 8 gennaio 2014
Renzi, battuta sul rimpasto: ''Fassina chi?''
Bugie bugie ma con le gambe corte.
Sul "chi?" di Renzi, che potete rivedere nel video, è stata costruita una deforme cattaedrale di critiche, lazzi, comparazioni, sdegni.
Matteo Renzi non ha mai detto "Fassina chi?" e neanche " chi è?"
Queste sì che sarebbero state offese gratuite al Fassina, giovane economista ma sopratutto bersaniano di ferro, col pallino della sinistra sinistra e ancora un po'.
Ha detto, di fronte al borbottio di un giornalista che lo stuzzicava su un tema che Renzi non voleva trattare e non ha trattato, " chi?" . Perché nel farfuglio deve essere uscito il nome di Fassina, che del resto si era già dimesso e voleva fortemente dimettersi per uscire da un Governo di Destra, Centro e Sinistra.
A fronte di quel video Francesco Merlo su La Repubblica ha impostato un'articolessa di critiche a Renzi:
Titolo: Spocchia contro i compagni e marketing così Renzi può sciupare il cambiamento.
Svolgimento
-Il " Fassina chi?"...è rivelatore di una pericolosissima arroganza...Un sapore di complicità commerciale in quel marchio Eataly...( per via dei panini comprati da Eataly, che è proprio di fronte ) ... c'è la solita protervia del parvenu della roba Calogero Sedara (Calogero Sedara chi?)...ora il partito--salsamanteria e rottamazione sta umiliando la storia della sinistra italiana ( sic! ) e via così per una pagina intera e quattro colonne. Di Renzi a Merlo non piace niente, né che dice, né che fa, né che mangia né come si veste. Ce ne faremo una ragione.
Basta? Noooo! In prima pagina di La Repubblica c'è anche Tommaso Ciriaco ( Titolo: "Letta perde la pazienza. Con Matteo è battaglia " .
Le risate! Battaglia? Ma dove,ma quando, ma perché. Questi sono due cavalli di razza, vi pare che si scalcino? Ma il cinquantennio 1945-1995 non ha insegnato nulla a Tommaso Ciriaco?
Sufficit? No, no.
C'è anche il richiamo al precedente illustre e portasfiga: il " Craxi chi?" del buon Ochetto, che, proprio come Bersani, perse le elezioni.
Matteo Renzi dà noia, a moltissimi e anche a La Repubblica. Nella cronaca di Firenze di questo giornale ci sono stati attacchi continui lungo 4 anni. Il perché non lo so.
Butto là una ipotesi: che ci sia un diffuso timore di essere rottamati tutti, tutta la generazione dei Merlo e dei Mauro, tutto uno stile-Paese, molto più largo del solo Berlusconi e dei suoi boys & puttane. che ci ha portato nella cacca.
Vade retro, Renzi! Incontrollabile, non corrompibile, non acquistabile, senza ambizioni che non sia quella di servire il suo Paese nel modo che sa. Vede più lontano, capisce prima, dice quello che pensa e fa quello che dice.
Vai Matteo!
P.S.: i panini dfi Eataly ( io abito a duecento metri ) sono eccellenti e sopra tutti il panino con il lampredotto. E anche tutto il moltissimo, yum,yum, resto. Se quel bischero di Merlo non ci vuole entrare , peggio per lui.
domenica 5 gennaio 2014
E' finito il 2013. Avanti il 2014.
E così s'è chiuso questo 2013.
Avevo
scritto “ orrido 2013”. Sono rimasto solo e questo basterebbe a
giustificare l'aggettivo. Poi ho cancellato, vergognandomi. Sono
avvenute tragedie in confronto alle quali il mio lutto, che rientra
pienamente nelle leggi della vita, può essere vissuto con serenità.
Dovessi
riassumere il 2013 direi: un anno di straordinario cambiamento per
me, ma anche per tutti.
Declina
da vecchio rifatto e strafatto, marcito fino al torsolo, Silvio
Berlusconi. Avanzano giovani che promettono bene. La crisi ci ha
insegnato a calci la virtù della morigeratezza “ a l'ancienne”
come dicono i francesi. Al
vecchio modo, in cui io sono cresciuto.
Un
Papa nuovo: Francesco non è il nuovo Papa, è proprio un Papa nuovo.
Lui sì che sembra servus servorum Dei, servo
dei servi di Dio, anche se ricorda bene il compito che gli è stato
affidato. Ci ho appeso speranze e desideri profondi.
Vito
Mancuso ha scritto il suo libro fino ad oggi più importante : “
Il principio passione”
Ne
parlerò, ma intanto lo metto tra gli avvenimenti.
Io
ho un anno di più, ho cambiato casa, la mia salute peggiora. Però
ho ancora begli appetiti , l'affetto dei vicini più prossimi e anche
quello di voi che mi leggete e di cui faccio gran conto.
Il
fine della nostra vita, l'unico sensato che ho trovato, deve essere
aiutare la crescita del Bene e del Bello ( che sono cose
concretissime e non discorsi )qui, su questo pianeta, in questo
Universo, tra queste creature.
Il
fine è quello.
I
mezzi sono la nostra pochezza che però può diminuire e tendere al
meglio, con qualche aiuto: di Dio, dell'arte, della filosofia, della
ragione ma anche dell'amica o amico del cuore.
Procediamo
in avanti, avviamoci.
La
vita è un percorso. Ci sia benigno, vi sia benigno.
Buon
2014, un lungo anno di 365 lunghi giorni. Grande occasione!
sabato 28 dicembre 2013
Auguri con ritardo.
Natale all'ospedale.
Il
giorno del solstizio d'inverno, sabato 21 Dicembre , me ne sono
andato lietamente in Mugello nel casale di famiglia. C'era già mio
figlio, il tempo era bello e invece di ripartire a sera sono rimasto
là a dormire.
La
mattina dopo avevo saltato due turni di medicamenti, che non mi ero
portato dietro.
Sono
finito al pronto soccorso dell'ospedale di Borgo San Lorenzo.
Respiravo
malissimo.
L'ospedale
di Borgo è una struttura di eccellenza e il pronto soccorso
ne è la vetta. In tre ore mi hanno fatto l'elettrocardiogramma, una
radiografia ai polmoni, l'analisi del sangue, l'emogas per sapere
quanto ossigeno avevo nel sangue. Un numeretto ha suggerito al medico
di guardia che potevo avere una trombosi polmonare in atto. Subito ha
richiesto una TAC che ha detto sì, c'era una tromboncina in corso,
ma piccina piccina...
Alle
quattordici ero in corsia e ci sono rimasto fino a oggi.
L'ospedale
è un posto strano. Vi si trova il massimo delle sofferenze che si
tira dietro però il massimo dell'amore. Nei venticinque letti c'era
una umanità dolente, ma intorno l'amore dei familiari, la visita
degli amici. E tutto retto da straordinarie infermiere, sempre
gentili, garbate, efficienti. Toscane però e dunque pronte a
sussurrare a una signora che piangeva il suo morto “ non si piange!
non si piange! “. Perché per le camere e i corridoi
girano speranze e paure che non dovevano scontrarsi con quella sconfitta
finale.
Natale
l'ho passato lì; un Buon Natale, perché il Natale è sempre buono:
si accende una luce a Oriente, ci è nato un Figlio, ci è dato un
Salvatore.
A tutti quelli che passano di qui e ad ognuno, un Buon Natale in ritardo.
E' un augurio che vale ogni giorno perché quel Bimbo, per l'appunto, ogni giorno rinasce e questo nei secoli dei secoli.
E così sia.
Poesia di Natale.
Luce
ad Oriente
Viene
Natale
nasce
il Bambino
cresce
ad oriente la luce
al
mattino.
Cresca
la luce
nel
nostro cuore
fallo
ricolmo, Bambino,
di
amore.
giovedì 19 dicembre 2013
Un uomo al comando ma non da solo.
Mi
dispiace moltissimo che tutta una parte di gente di sinistra guardi
con grande sospetto a Matteo Renzi.
Dopo
la vittoria alle primarie ho letto in rete una serie di lamentele
con promesse di addio: addio PD, mai più tessera , mai più voto.
Cito
per tutti quella autorevole e bravissima blogger, che è Anna
Mallano.
Potrei
aggiungere decine di voci, anche di chi legge questo blog.
Non
me ne importerebbe nulla se di questa gente di sinistra non avessi
una stima grandissima. Ne condivido gli ideali; dissento solo sul
modo di realizzare quegli ideali, che del resto quella sinistra non è
mai riuscita a realizzare. Mi piacciono come persone e dunque la loro opinione mi interessa.
Ho cercato di capire il perché di questa
avversione.
Perché Renzi è antipatico?
Perché non è "uno di loro"? Ma se il PD fosse composto solo da " uno di noi", che PD sarebbe?
Perché "di destra"? Ma non è vero!
Mi viene in mente a cosa sarebbe successo se Bersani avesse cooptato Renzi in campagna elettorale, come Renzi ha cooptato Civati e Cuperlo: larga vittoria alle elezioni, niente slargate intese, distruzione definitiva di Berlusconi, Prodi Presidente della Repubblica, Italia fuori dal disastro due anni prima.
Gli errori si pagano cari, vediamo di non perseverare ( che est diabolicus...)
Perché non è "uno di loro"? Ma se il PD fosse composto solo da " uno di noi", che PD sarebbe?
Perché "di destra"? Ma non è vero!
Mi viene in mente a cosa sarebbe successo se Bersani avesse cooptato Renzi in campagna elettorale, come Renzi ha cooptato Civati e Cuperlo: larga vittoria alle elezioni, niente slargate intese, distruzione definitiva di Berlusconi, Prodi Presidente della Repubblica, Italia fuori dal disastro due anni prima.
Gli errori si pagano cari, vediamo di non perseverare ( che est diabolicus...)
martedì 10 dicembre 2013
L'Italia ha preso fiato, che bella giornata!
Ma che bella giornata!
Alle
9 di Domenica, pulito, rasato e stirato, mi sono catapultato verso il
seggio più vicino: Via del Giglio, Istituto Cattaneo. Cammino molto
male e respiro peggio; sono ancora residente a Vicchio e potrei
essere respinto ( non oseranno! ) . Però Firenze fiammeggia in una
bella giornata di Dicembre e in Piazza Duomo, finalmente pedonale,
festeggiano tutti la bella giornata e il Natale. C'è perfino la
banda.
Arrivo
sfiatato e trovo una coda come quella in figura. Meno male siamo
dentro a un cortile coperto del palazzo e ci sono tre sedie. Mi
stravacco, leggo La Repubblica e riprendo fiato. In coda c'è una
umanità varia, che parla sottovoce come a un rito. Mi colpisce una
vecchia signora cieca con bastone accompagnata da una signora più
giovane piena di attenzione e di garbo.
Ripreso
il respiro mi alzo e brandendo tessera PD, carta di identità e
certificato elettorale filo al seggio, perché la coda è quella
delle preiscrizioni con firma di documento e obolo.
C'è
un Presidente, un seggio per gli uomini e uno per le donne come le
toilettes ma mi spiegano che è per fini statistici.
-Iscritto
di Vicchio, ora a Firenze!-
-Non
può votare...-
-Come
non posso votare?-
-Solo
quelli delle sezioni elettorali scritte lì-
“ Lì”
è un elenco di sezioni elettorali appeso al muro.
Mi
appello al Presidente, suggerisco di verbalizzare l'anomalia...
Niente.
Mi
tocca Vicchio.
Chiamo
mio figlio e gli spiego che quei bastardi burocrati e formalisti di
chiaro stampo stalinista del seggio non mi hanno fatto votare. Si va
a Vicchio.
A
Vicchio, oltre al Partito Democratico, ho anche una dama da cinque
litri di olio “ novo”...
A
Vicchio c'è una coda ancora più lunga di quella del Cattaneo, ma
tutta fuori casa e fa un freddo bestia. Però qui mi conoscono,
arrivo al seggio alla svelta, mi si sorride, ricambio, voto.
Ha
stravinto Renzi. Matteo Renzi è un ragazzo di assoluta affidabilità,
di quelli da cui puoi comprare un'auto usata. Se è ambizione è
ambizione sana e spirito di servizio. Ha capacità intellettuali e
organizzative superiori. Fa squadra e della squadra fa il capo senza
tanti discorsi.
Lo
considero il miglior Sindaco di Firenze dopo La Pira e Bargellini.
Grazie
gente in fila, popolo del PD; l'Italia nuova, quella del terzo
millennio, ce la farà. E questa Domenica me la scrivo.
venerdì 6 dicembre 2013
L'ultimo tram.
Berlusconi
e il berlusconismo sarebbero finiti nel ' 95 se D'Alema e compagni
avessero fatto la legge sul conflitto di interessi e la riforma
televisiva, invece di salvare l'avversario con la Bicamerale e far
cadere Prodi (. …. ) I vecchi dirigenti hanno lavorato per
riconsegnare ogni volta il Paese a Berlusconi, quando la destra ha
vinto le elezioni e anche quando non le aveva vinte.(....)
Alla
fine di tutte queste imprese, sono riusciti a perdere in Febbraio
elezioni già vinte e a varare un governo con Berlusconi, dopo averlo
negato fino a un minuto prima, non senza essersi tolti la miserabile
soddisfazione di impallinare il fondatore Prodi nella corsa al
Quirinale con un plotone di esecuzione di 101 parlamentari.
(…...)
Chi voterà Renzi lo farà per rottamare una nomenklatura rovinosa,
complice del disastro nazionale. Toccherà poi all'intelligenza del
nuovo leader costruire dalle ceneri del PD, magari con l'aiuto di
Cuperlo e Civati, una moderna forza politica che si carichi sulle
spalle la salvezza dell'Italia e l'avvenire dei nostri figli.
(
Curzio Maltese-La Repubblica )
domenica 1 dicembre 2013
Ite, Missa est.
Stamani sono stato a Messa nella chiesina di San Michele Visdomini, che a Firenze si chiama San Michelino. E' stata la chiesa di Don Bensi, mio professore di religione al Liceo, che ci è sepolto. Me ne sono andato sulla panca accanto a lui ( fuori tirava un ventaccio ghiaccio ) e siccome era presto mi sono messo a leggere La Repubblica. E' arrivato il vecchio sacrestano che mi ha detto: " eh, non si legge il giornale in Chiesa!" " E perché ? ", gli ho risposto io.
Non ha insistito.
La verità è che alla Messa è proibito fare tutto, tranne seguire i comandi ( in piedi! a sedere!) e rispondere a cantilena cose melense. Nessuno dei diciotto presenti ( dodici vecchiette, due vecchi e quattro giovani ) cantava, se non il Celebrante affiancato dal sagrestano e da un giovanotto, forse seminarista, in cotta e con una gran voce. Canti penosi, letture assurde.
Il profeta Isaia, nato sette secoli prima di Cristo, profetava il trionfo di Gerusalemme, splendida sul colle e città della pace. Ne avesse azzeccata una. E' tremila anni che intorno a Gerusalemme si sbudellano ferocemente e seguitano anche ora. San Paolo diceva che la notte era passata e presto sarebbe tornato Gesù nella gloria. Il secondo e finale Avvento.
Il Celebrante un prete alto, giovane e prestante ha flautato la solita predica senza capo né coda, sull'Avvento Natale , sì, ma anche l'Avvento finale che ci doveva trovare belli robusti e di materiale forte oppure saremmo spazzati via. Ma naturalmente Dio è misericordioso, è vero. Però ci avrebbe spazzato via lo stesso: niente Paradiso!
Ma in Chiesa alla Messa bisognerebbe prima di tutto abbracciarci tutti nella gioia del Maestro, perché siamo riuniti nel Suo ricordo e Lui è con noi. Poi riunirsi intorno a un gran tavolo perché si ricorda l'Ultima Cena e sarà fatto tutto in memoria di Lui, come ci ha chiesto. E lasciamo perdere i Profeti e anche San Paolo. Meditiamo il Vangelo e i preti giovani facciano penitenza e ascoltino i padri vecchi, che ne hanno viste più di loro. E cantiamo canzoni belle, anche stonando.
Altro che non leggere La Repubblica. Si dovrebbe chiacchierare e informarsi, pronti ad un soccorso fraterno. Invece, zitti, torvi, ci si scambia un segno di pace neanche si fosse in guerra.
La dura legge del Lasix ( duro Lasix sed Lasix ) mi ha impedito di assistere oltre perché nelle Chiese non ci sono i servizi e i vecchi, o si pisciano addosso o se ne vanno prima.
Che peccato, però. Che triste peccato queste cerimonie stinte, che solo la Sua presenza, in quella ostia bianca e tutto intorno, riscatta.
Certo, nelle piccole comunità va meglio. ma anche in quelle, tutto ingessato.
Non vedrò l'Avvento di un'agape fraterna nelle nostre Chiese pulitissime, ben illuminate e anche riscaldate. ma almeno mi sfogo!
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